Secondo quanto indicato nel D.M. 37/2008 (art. 8, comma 2), la manutenzione degli impianti elettrici è un obbligo di legge stabilito per tutti i proprietari, i responsabili e gli amministratori di impianti elettrici,
Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. Resta ferma la responsabilità delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti dell’impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite.
Oltre al D.M. 37/2008, è necessario riportare anche altri riferimenti normativi riguardanti le attività manutentive:
- D.P.R. 462/01: verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche;
- art. 2087 codice civile: tutela delle condizioni di lavoro in cui l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro;
- art. 64 comma 1 lettera c) D.Lgs. 81/08: i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;
- art. 64 comma 1 lettera e) D.Lgs. 81/08: gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all’eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento.

Manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti elettrici
Il D.M. 37/2008, relativo agli impianti al servizio degli edifici di qualsiasi tipo, considera la manutenzione suddivisa in:
- manutenzione ordinaria impianti elettrici , intesa come l’insieme degli interventi finalizzati a contenere il normale degrado d’uso e a far fronte a quegli eventi che non comportino la modifica della struttura, delle prestazioni o della destinazione d’uso dell’impianto;
- manutenzione straordinaria, intesa come l’insieme degli interventi destinati a riportare l’impianto in condizioni di esercizio, che non possano essere ricondotti a manutenzione ordinaria, trasformazione, ampliamento o nuovo impianto.

Approcci base per la manutenzione
La manutenzione può essere eseguita adottando metodologie diverse; in funzione del livello di rischio basso, medio o alto:
- si adottano misure di manutenzione correttiva se il guasto di un componente non causa pericolo e l’entità del danno è basso;
- si adottano misure di manutenzione di tipo preventiva, fino ad essere di tipo predittivo e/o migliorativa se invece il guasto di un componente può causare pericolo e danno elevato.
La norma UNI EN 13306 suddivide in 5 i livelli di manutenzione in funzione della complessità dell’attività da svolgere, precisamente:
- livello 1, caratterizzato da azioni semplici eseguite con un minimo di addestramento;
- livello 2, caratterizzato da azioni di base che dovrebbero essere eseguite da personale qualificato utilizzando procedure dettagliate;
- livello 3, caratterizzato da azioni complesse eseguite da personale tecnico qualificato utilizzando procedure dettagliate;
- livello 4, caratterizzato da azioni che implicano competenza in una tecnica o in una tecnologia e che sono eseguite da personale tecnico specializzato;
- livello 5, caratterizzato da azioni che implicano il possesso di una conoscenza da parte di fabbricante o di una azienda specializzata con attrezzature di supporto logistico industriale

Piano di manutenzione
Nel piano di manutenzione devono essere considerate le attività di verifica stabilite dalle norme e leggi in vigore. Innanzitutto, viene suggerito di esaminare la documentazione di progetto e il manuale dell’impianto elettrico; successivamente va eseguito un sopralluogo per verificare lo stato di conservazione dell’impianto e la corrispondenza con quanto indicato nel progetto e nel manuale dell’impianto, attraverso:
- esame a vista;
- prove di funzionamento;
- prove di funzionamento del dispositivo differenziale con tasto;
- prove di funzionamento del dispositivo differenziale con strumento;
- controllo del dispersore di terra
- prove di continuità;
- condutture elettriche;
- manutenzione quadri elettrici;
- serraggio dei morsetti;
- attività di pulizia;
- componenti.
Tutti i controlli effettuati devono essere annotati in un apposito registro di manutenzione degli impianti elettrici.

Cos’è il registro di manutenzione degli impianti elettrici?
Il registro di manutenzione degli impianti elettrici è un documento all’interno del quale vengono annotati gli interventi di manutenzione eseguiti sull’impianto nel corso del tempo. In particolare, raccoglie gli esiti di tutti i controlli periodici effettuati sull’efficienza degli impianti elettrici, di illuminazione, di sicurezza e dei presidi antincendio. Viene messo a disposizione degli organi di vigilanza per eventuali controlli e serve a garantire l’efficacia e il corretto funzionamento dell’impianto elettrico
